In lode alle idee innovative



Un progetto innovativo, proposto da un cliente, è sempre una sfida da accettare: la riuscita del progetto (e spesso la chiusura del contratto) è una ondata di autostima per l’azienda e i suoi componenti.

Se, però, come nel nostro caso, questo lavoro ci piace e ci “intriga” allora i progetti innovativi ce li auto-proponiamo: questi sono i progetti peggiori.

Peggiori perché non c’è un obiettivo chiaro e  la riuscita dello stesso non significa automaticamente che esso sia vendibile.

Peggiori perché, presi dalle urgenze, si pensa spesso a mettere da propri progetti perché secondari rispetto al lavoro dell’azienda (produzione, consegne spedizioni).

Peggiori perché togliere tempo per inseguire la realizzazione di un’idea sembra un peccato mortale agli occhi della nostra coscienza.

Eppure qualche volta questi voli pindarici partoriscono un prodotto che è vendibile, bello da vedersi e divertente da promuovere.

E, alla fine, ti accorgi che questi progetti sono i migliori.

Migliori perché, senza di essi, non esiterebbe lo slancio verso il nuovo.

Migliori perché, senza di essi, non esiterebbe la discussione del team.

Migliori perché, senza di essi, non resisterebbe la voglia di fare, ed essere, impresa in questi tempi cupi.