INSIEME è la parola del 2020


Se dovessimo ripensare a questa pandemia, a questo incubo clinico e psicologico che ci ha attagliato (e continua a farlo), di parole evocative ce ne vengono in mente tantissime. Se dovessimo invece pensare alla ripartenza, l’unica parola che ci viene in mente è INSIEME.

E’ una parola bellissima, che può significare tutto e niente allo stesso tempo.

Per chi gestisce un’attività commerciale, per ci ci lavora o per chi si occupa di servizi, il primo pensiero è che siamo soli: lo eravamo prima e lo siamo più adesso. Soli contro la stasi del mercato odierno, soli contro qualcosa più grande di noi, malgrado siamo fatti della stessa sostanza della precarietà, da sempre.

INSIEME però è diverso.

Il ripensare modelli e opportunità di business deve essere inserito all’interno di una collaborazione che non può più essere rimandata: ragionare con “io faccio il mio prodotto e basta” non funziona più; e non funziona più nemmeno malgrado la tanto decantata bravura e preparazione degli artigiani e delle piccole imprese italiane.

INSIEME non è un modo nuovo di vedere le cose, ma adesso diventa più che un’opportunità, una necessità.

Ascoltare il clienti e i fornitori per tirare fuori (non dal cilindro, ma dalla catena produttiva) nuove modalità di vendita e implementazione che non siano solo strumentali, ma fondative di un nuovo modo di intendere il lavoro, più fluido, meno tradizionale e ancora (purtroppo) più precario.

NOI CI SIAMO.