La felicità in bianco e nero


 

“Quello che il bruco chiama fine del mondo,
il resto del mondo lo chiama farfalla.”
(Lao Tze)

La citazione qui sopra ci ricorda quanto un evento possa essere visto, contemporaneamente, in modi differenti.

Se volessimo associare una scala di saturazione ad un accadimento, saremmo portati di certo ad associare una emozione felice ad una pienezza di colore strabordante, una tempesta di colori che ci colpisce il cuore e ci fa sprizzare colore da tutti i pori.

La felicità è colore.

Ecco, per uno stampatore la cosa spesso si capovolge: è dannatamente difficile stampare il “bianco e nero” ma, quando si risesce a farlo, una emozione di felicità lo pervade.

Si potrebbe quasi dire che per molti stampatori, al contrario di chi questo lavoro non lo fa, la felicità sia in bianco e nero.

Ma come, direte voi, è più complicato stampare un solo colore che tutti quanti?
La presenza di molti colori, spesso camuffa qualche pecca di colore, per cui l’errore è difficilmete visibile.
Il bianco e nero è invece “nudo e crudo” e una virata verso il ciano o il magenta è facilmente visibile.
E’ difficile ma non impossibile.